Una controffensiva culturale. Chi ci sta?

Una controffensiva culturale. Chi ci sta?

Le premesse erano state molto chiare, e noi non ve ne avevamo fatto mistero. Questo 2021 sarà un anno duro anzi durissimo sul fronte della “guerra culturale” in atto, e non solo su questo versante. Per chi come noi guarda all’avvenire con il sorriso, soprattutto quando i tempi si fanno bui, è impossibile non gioire dell’imminente battaglia. Nell’assolutezza del vuoto in cui è immerso l’uomo della postmodernità è per noi grande orgoglio essere “differenti”, ed avere un motivo valido per vivere e chiaramente, per morire. Tutta l’esistenza è una lotta e sta a noi decidere se prenderne parte, afferrando la vita e facendone un capolavoro – ognuno con le sue possibilità – oppure darsi alla “servitù volantaria”. Questo preambolo era necessario al fine d’introdurvi il tema specifico, e lo facciamo con a speranza che da lettori passiate immediatamente dal lato dei protagonisti di questa controffensiva. Tutto nasce da una evidente violazione della libertà d’espressione, tanto decantata ma troppo spesso stuprata. Tutte le violazioni sono orrende ma in particolare, creano maggiore sgomento quelle perpetrate nel luogo dove tale libertà – quella d’espressione – dovrebbe essere maggiormente utilizzata. L’università. Invece, siamo a sottoporvi il caso di Lorenzo, studente di 27 anni e con già due lauree alle spalle, che volendo ottenerne una terza in Filosofia Politica, chiede di fare una tesi sul prof. Aleksandr Dugin e sulla sua Quarta Teoria Politica. Si dice che “domandare è lecito rispondere è cortesia” e infatti Lorenzo riceve – non proprio in maniera cortese se vogliamo – ben due risposte negative da parte di due illustri docenti. Sia chiaro che ricade nelle competenze di questi ultimi accettare o meno la proposta di tesi dell’allievo, ma qui siamo di fronte ad una evidente “castrazione del pensiero” poiché è il prof. Dugin ad essere il problema e non il valente Lorenzo. Addirittura uno dei docenti, non si sa bene da quale pulpito si è arrischiato a dire che “ci sono seri dubbi sul fatto che Dugin sia un filosofo politico”. Ogni tanto guardarsi allo specchio non guasta. Senza voler questionare sul curriculum vitae di tale docente, appare quantomeno grave che siano messi in dubbio gli studi e le numerosissime pubblicazioni del professore moscovita. Ma su questo sorvoliamo per il momento e lasciamo a voi le valutazioni. A questo punto Identità e Territorio, in collaborazione con altri Sodalizi e con l’indispensabile collaborazione dell’Editore Maurizio Murelli (Aga è l’editore della gran parte delle opere di Dugin tradotte in italiano), nonché di Rainaldo Graziani, ha formulato un piano di controffensiva. E qui cari amici ci aspettiamo il vostro impegno. In relazione al caso di Lorenzo e sulla sua evidente limitazione della libertà d’espressione, daremo il via ad una serie di video interviste della durata di 15 minuti. Dando così modo a docenti, giornalisti, filosofi, saggisti ma anche a membri delle Comunità, operai, agricoltori e chi più ne ha più ne metta, di esprimersi sul tema. Per ottenere questa opportunità è richiesto il versamento di un contributo di 15 euro (da effettuarsi con modalità che saranno spiegate agli interessati) che si materializzerà in una copia di un libro di Aleksandr Dugin da spedire ad una persona o ente a piacimento dell’intervistato. In pratica coloro che parteciperanno alle interviste doneranno una copia di un libro del filosofo russo a chi vogliono, sia esso un ente come una biblioteca, un carcere o un’università ma anche ad una persona fisica dell’ambito della cultura, dell’informazione o dell’industria. Il ricavato verrà integralmente destinato alla pubblicazione di ulteriori opere di cultura non conforme. Quindi la controffensiva è presto fatta. Ad una evidente lesione della libertà di espressione del pensiero, si risponde con una diffusione esponenziale del pensiero stesso, facendo circolare quante più copie possibili e inviandole magari agli esponenti più in vista del potere globalista. Che ve ne pare? Si è sempre detto che il pensiero che non diventa azione è fine a se stesso. Bene, ora voi avete la possibilità di passare all’azione. Non perdetevi questa possibilità. Contattateci in ogni modo, siamo presenti su quasi tutti social (Fb, Vk, Sfero, Telegram) oppure andando sul nostro sito www.identitaeterritorio.it alla sezione “contatti”. Grazie.

Emanuele Campilongo

Author: identitaterritorio