Modelli e capi di Max Scheler

Modelli e capi di Max Scheler

Contenuto nella splendida collana de “gli inattuali” delle Edizioni di Ar , “Modelli e capi” di Max Scheler è stato definito come un testo “arduo, simile ad un insieme di blocchi di pietra appena abbozzati”.

Infatti lo è.

Ma la lettura di quest’opera lascia indubbiamente spunti di riflessione e numerose occasioni di introspezione e studio. Intanto da questa lettura si evidenzia come l’efficacia tecnica non abbia nulla a che vedere con la “Verità”, e questo già lo rende appunto inattuale, per l’epoca che viviamo e il suo delirio tecnocratico.
Al nucleo dell’opera sono posti i valori del centro di forza che è vita e volontà di potenza.
L’influenza di Nietzsche non è risibile. Sbucano come funghi per il corso dell’opera, vere e proprie perle che tutti dovremmo tenere maggiormente a memoria nei tempi oscuri che viviamo.
Ad esempio “ l’Università è portatrice dei paradigmi dominanti, mentre l’innovazione è affare di istituti di ricerca esterni” oppure “non esiste una scienza dei valori come costruzione incontrovertibile, al massimo è tracciabile una sociologia dei valori”.
Al centro della visione di Scheler vi è lo Spirito, è la forza che pervade l’intero cosmo ed è quella che da luogo alle esistenze singole e ai processi degli enti.
Lo Spirito è l’unità della vita e da questo assunto Scheler si colloca a pieno titolo nel campo spiritualista.
Nella sua opera egli cerca di coniugare l’universalità dello spirito e l’esistenza personale.
Per lui la filosofia è il vero sapere e da qui parte la sua polemica anti positivista che porta poi al ruolo fondamentale della “intuizione”.
La sua è una visione metafisica della filosofia e in essa vi è analizzata la problematica della gerarchia dei valori e dei tipi umani. Allo stesso tempo l’attenzione di Scheler si pone sulla cosiddetta “scala valoriale”. “… per giudicare qualcosa come piacevole e per orientare su di essa la propria condotta, bisogna disporre già della elementare differenza tra valore e disvalore”.

Vi è anche uno Scheler “politico”, nel quale la democrazia parlamentare è una realtà in transizione e vi è anche una evidente critica della modernità, e una contrapposizione valoriale al tipo umano incarnato dall’ordine tecnocratico anglo americano.

Infine la Kultur deve svolgere un ruolo di elevazione e di indirizzo rispetto alla politica.

Insomma, un libro impegnativo ma affascinante.

Buona lettura.

Author: identita e territorio