Indirizzi per una educazione razziale di J. Evola

Indirizzi per una educazione razziale di J. Evola

Rido alla faccia di coloro nei quali la “razza” ormai è svanita da generazioni o forse non c’è mai stata e ringrazio ogni giorno il destino per avermi dato l’onore di continuare il retaggio dei miei avi e dei consimili che prima di me hanno seminato e reso possibile la divulgazione di tali letture…

Noi siamo portatori di un retaggio di vita trasmessoci e da trasmettere nuovamente – e in questa coscienza vi è qualcosa che supera il tempo, qualcosa che comincia a far presentire quel che altrove noi abbiamo chiamato “la razza eterna”.

Le reazioni dell’una o dell’altra persona, di fronte all’idea razzista sono una specie di barometro che ci rivela la “quantità” di razza presente nella persona in discorso.
Dir si o no al razzismo non è un divario intellettuale, non è cosa soggettiva e arbitraria.
Dice si al razzismo colui nel quale la razza ancor vive: si oppone invece ad esso e cerca in ogni campo degli alibi che giustifichino la sua avversione e che discreditino il razzismo, colui che è stato interiormente vinto dall’anti-razza, colui nel quale le forze originarie sono state soffocate da detriti etnici, da processi di incrocio e di degenerazione ovvero dallo stile di una vita borghese fiacca e “intellettualoide” che ha perduto da generazioni ogni contatto con tutto ciò che è veramente originario.

Indirizzi per una educazione razziale Julius Evola Edizioni di Ar

Author: identita e territorio