Ernst Junger l’Europa cioè il coraggio

Ernst Junger l’Europa cioè il coraggio

Mi trovo raramente a scegliere libri scritti con la formula degli “Autori vari” pur essendo essi molto interessanti.
Non ho ancora capito il perché, ma spesso ad essi preferisco libri scritti interamente da un solo autore o al massimo a quattro mani.

In questo caso invece, ho scelto deliberatamente di trasgredire a questa mia regola non scritta, e leggere: Ernst Junger – l’Europa cioè il coraggio – edito da Società Editrice Barbarossa e curato da Daniele Lazzeri.
Di questa decisione ne sono stato molto felice una volta conclusa la lettura.
Il libro è agile e allo stesso tempo denso di spunti di studio e riflessione.
Un libro da approcciarsi con dentro il fuoco della Volontà. Io non conoscevo i nomi di coloro che hanno contribuito a rendere maggiormente chiaro il pensiero di un gigante come Junger, ho fatto un atto di fede e ora che ho preso coscienza della validità di questa opera, sono a farvi espressa preghiera di comperarlo e leggerlo. De Benoist, Dugin, Giovannini, Gunter e Marcigliano sono solo alcuni dei nomi di coloro che hanno contribuito a quest’opera.
Il lavoro del curatore può dirsi pienamente riuscito infatti, il libro appare appagante per chi è mosso da curiosità estrema verso Junger, ma non ne conosce in maniera compiuta il pensiero, e allo stesso tempo offre interessanti angolazioni anche a chi è nato e cresciuto con il creatore della figura dell’Anarca.

Tantissimi sono i passaggi degni di menzione, e sarà difficile essere esaustivo, in particolare tenendosi stretti per non annoiare i lettori.

Qui vi segnalo le pagine riservate al “distacco aristocratico”: “L’uomo autenticamente differenziato è dunque osservatore imperturbabile delle vicissitudini quotidiane, non si nasconde, non si isola dalla società ma in essa vive facendo in modo che le cose contro cui nulla può fare, nulla possano contro di lui.

” Oppure, questa citazione molto attuale: “Ci si erge quindi nel proprio tempo contro il proprio tempo, perché si è stati gettati in una sfasatura di cui disperatamente si riconoscono le pareti scivolose e gli incerti appigli. Gli altri, inconsapevoli di se nella voragine, ancorché umanamente sofferenti e creativamente vigili, ne vengono risucchiati senza pietà.”

Buona lettura.

Author: identita e territorio